Tra i progetti di riqualificazione più ambiziosi in corso a Milano, Scalo Farini occupa un posto centrale. L’ex area ferroviaria, per decenni chiusa e inutilizzata, è destinata a trasformarsi in uno dei nuovi poli urbani più innovativi della città. Un quartiere contemporaneo, verde e multifunzionale, pensato per ridefinire il modo in cui Milano vive e respira. Con il suo mix di funzioni, spazi pubblici e attenzione alla sostenibilità, Scalo Farini è il simbolo di una nuova idea di rigenerazione: non solo recupero edilizio, ma costruzione di un futuro condiviso.
Un’area strategica che torna a vivere
Scalo Farini si estende per oltre 600.000 metri quadrati tra Porta Garibaldi, Isola e Bovisa, in una posizione strategica per il tessuto urbano milanese. Per anni è stato un vuoto, una cesura tra quartieri in piena espansione. Oggi diventa un’occasione unica per ricucire la città, creare connessioni e restituire continuità a una delle aree più dinamiche di Milano.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra FS Sistemi Urbani, Coima e il Comune di Milano, e rappresenta uno degli interventi principali del piano di rigenerazione degli ex scali ferroviari. L’obiettivo è chiaro: trasformare una grande area dismessa in un quartiere policentrico e sostenibile, capace di ospitare funzioni residenziali, culturali, direzionali e di ricerca, con un forte accento sulla qualità ambientale.
Il Parco delle Arti: il cuore verde del progetto
Elemento identitario del masterplan è il grande Parco delle Arti, una distesa verde di oltre 41 ettari che costituirà la spina dorsale del nuovo quartiere. Non si tratta di un semplice parco urbano, ma di un ecosistema progettato per connettere le persone e migliorare la qualità dell’aria, ispirato ai principi dell’urbanismo climatico.
Il parco sarà attraversato da percorsi pedonali e ciclabili, integrati con piazze e spazi pubblici, e ospiterà installazioni artistiche, aree sportive e zone dedicate alla socialità. L’idea è quella di creare un ambiente vivo, dove cultura, natura e architettura convivono in equilibrio.
Architettura contemporanea e identità milanese
Il masterplan, firmato dallo studio olandese OMA insieme a Laboratorio Permanente, unisce visione internazionale e sensibilità locale. Gli edifici saranno progettati con criteri di sostenibilità, efficienza energetica e flessibilità d’uso. Le altezze moderate e i materiali naturali dialogheranno con il contesto esistente, rispettando la scala urbana milanese e favorendo un’architettura “porosa”, capace di aprirsi agli spazi pubblici circostanti.
La distribuzione delle funzioni sarà equilibrata: circa il 30% destinato a residenza (in parte housing sociale e studentato), un altro 30% a uffici e spazi produttivi, il resto a funzioni culturali, commerciali e pubbliche. In questo modo, Scalo Farini diventerà un quartiere vivo sette giorni su sette, non una zona monofunzionale come accaduto in altri interventi urbani del passato.
Sostenibilità e innovazione
Il tema della sostenibilità attraversa tutto il progetto. Il sistema idrico e quello del verde sono concepiti come infrastrutture ambientali: la vegetazione sarà selezionata per assorbire polveri sottili e migliorare la qualità dell’aria, mentre i canali e i bacini d’acqua contribuiranno al raffrescamento naturale degli spazi pubblici.
L’intervento prevede inoltre edifici a energia quasi zero (NZEB), materiali a basso impatto ambientale e un uso esteso di fonti rinnovabili. Tutto il quartiere sarà concepito per favorire la mobilità dolce, con percorsi ciclabili, pedonali e connessioni dirette con le linee ferroviarie e metropolitane.
Connessioni e mobilità integrata
Uno degli obiettivi chiave di Scalo Farini è superare la storica barriera infrastrutturale che per anni ha separato le zone limitrofe. Il masterplan prevede nuove strade, piste ciclabili e percorsi pedonali che collegheranno l’area a Porta Garibaldi, Maciachini e Dergano.
In parallelo, sono previste connessioni dirette con la futura Circle Line ferroviaria e potenziamenti del trasporto pubblico, rendendo l’area uno dei nodi di mobilità più accessibili di Milano.
L’idea non è solo quella di creare un quartiere, ma un “sistema aperto”, un frammento di città capace di dialogare con i quartieri circostanti e di diventare punto di passaggio, incontro e vita quotidiana.
Arte, comunità e nuovi modi di abitare
Il nome “Parco delle Arti” racconta una delle anime del progetto: la volontà di intrecciare rigenerazione urbana e cultura. Oltre a ospitare eventi e installazioni, il quartiere offrirà spazi flessibili per artisti, start-up creative e nuove forme di lavoro condiviso.
La componente residenziale, invece, sarà orientata a un mix sociale: appartamenti di diversa dimensione e tipologia, con particolare attenzione all’accessibilità economica e alla qualità degli spazi comuni. L’obiettivo è creare una comunità eterogenea e intergenerazionale, dove studenti, famiglie e professionisti possano convivere in un ambiente stimolante e sostenibile.
Un nuovo equilibrio tra città e natura
Scalo Farini rappresenta una visione chiara di come Milano immagina il proprio futuro: una città più verde, più connessa e più attenta alle persone. È un progetto che unisce architettura e paesaggio, tecnologia e cultura, e che mira a restituire valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale.
Quando sarà completato, diventerà uno dei simboli della Milano post-industriale: una città che non consuma territorio, ma rigenera ciò che ha; che non costruisce solo edifici, ma relazioni e identità.
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