Un immobile può sembrare un’ottima operazione al momento dell’acquisto e rivelarsi molto meno interessante quando arriva il momento di rimetterlo sul mercato. Il prezzo è invitante, la metratura sembra corretta, la zona ha buone quotazioni e una ristrutturazione ben studiata promette di trasformarlo completamente. Sulla carta i numeri funzionano. Il problema è che il valore teorico e la capacità reale di rivendere un immobile non sono necessariamente la stessa cosa. Una casa può essere perfettamente ristrutturata e avere comunque caratteristiche che restringono fortemente il numero dei potenziali acquirenti. Nel flipping immobiliare questo è uno dei rischi più importanti da individuare prima dell’acquisto, perché una vendita che richiede sei o dodici mesi in più del previsto può cambiare radicalmente il risultato economico dell’operazione.

Un buon acquisto deve contenere già una strategia di uscita

La valutazione dovrebbe idealmente partire dalla fine. Prima ancora di decidere quanto offrire per un immobile bisogna immaginare cosa diventerà dopo i lavori, a quale prezzo potrà essere proposto e soprattutto chi potrebbe essere disposto ad acquistarlo. Una famiglia con due figli cerca caratteristiche differenti rispetto a una coppia, così come chi compra la propria prima casa ragiona diversamente da un investitore. Identificare il futuro acquirente permette di capire quali interventi possono aumentare realmente il valore e quali rischiano invece di aumentare soltanto il costo della ristrutturazione. Se è difficile individuare un pubblico preciso per il prodotto finale, è già un elemento da approfondire. Un immobile genericamente “adatto a tutti” può infatti rivelarsi, al momento della vendita, non perfettamente adatto a nessuno.

Un prezzo basso non significa necessariamente che esista un margine

Acquistare sotto i valori medi della zona crea immediatamente la sensazione di avere costruito una parte del margine ancora prima di iniziare i lavori. Ma il prezzo conveniente può essere semplicemente il modo con cui il mercato sta già scontando un problema. Un piano alto senza ascensore, una strada rumorosa, una cattiva esposizione, la mancanza di parcheggio, spese condominiali elevate o una tipologia scarsamente richiesta possono spiegare perché quell’immobile costa meno rispetto agli altri. La domanda fondamentale diventa allora capire se il motivo che permette di acquistare a un prezzo interessante potrà essere eliminato attraverso la ristrutturazione. Se la risposta è negativa, quello stesso limite sarà presente anche quando l’immobile tornerà sul mercato e il futuro compratore tenderà a scontarlo esattamente come è avvenuto al momento dell’acquisto.

La ristrutturazione può correggere molti problemi, ma non tutti

Una buona ristrutturazione può cambiare radicalmente la percezione di una casa. Può migliorare la distribuzione, aumentare la luminosità interna, creare un secondo bagno, rendere gli impianti più efficienti e trasformare ambienti datati in spazi contemporanei. Non può però modificare il piano dell’edificio, allontanare una strada trafficata, cambiare l’esposizione o trasformare completamente il contesto condominiale. È quindi importante distinguere i difetti correggibili da quelli strutturali. I primi possono rappresentare un’opportunità, perché permettono di acquistare un immobile penalizzato e recuperare valore attraverso il progetto. I secondi devono invece essere incorporati nella valutazione economica dell’operazione, evitando di immaginare che una ristrutturazione particolarmente curata possa cancellarli agli occhi del mercato.

Gli immobili molto particolari possono essere affascinanti ma avere meno compratori

Loft, mansarde, appartamenti sviluppati su più livelli, planimetrie irregolari e immobili con caratteristiche architettoniche insolite possono avere una forte personalità. Sono spesso proprietà che funzionano molto bene nelle fotografie e riescono a distinguersi immediatamente negli annunci. Questa unicità, però, può avere un rovescio della medaglia: più un immobile è particolare, più tende a restringersi la platea delle persone che possono realmente immaginare di viverci. Una scala interna molto scenografica può essere un elemento distintivo per una coppia e diventare un problema per una famiglia con bambini piccoli. Una mansarda affascinante può perdere attrattività quando parte della superficie risulta difficilmente utilizzabile. L’originalità non è quindi un elemento negativo, ma deve essere valutata insieme alla liquidità futura dell’immobile. In un’operazione di rivendita, un pubblico più ristretto richiede generalmente un margine maggiore per compensare il rischio commerciale.

Metratura e numero di locali devono essere coerenti con la domanda

Non sempre una grande superficie rappresenta automaticamente un vantaggio. Un bilocale molto ampio può raggiungere un prezzo complessivo vicino a quello di un trilocale e trovarsi improvvisamente a competere con immobili che offrono una camera aggiuntiva. Allo stesso modo, trasformare una superficie limitata in un trilocale comprimendo eccessivamente soggiorno e camere può produrre un appartamento interessante nei filtri dei portali ma poco convincente durante la visita. La distribuzione deve essere coerente con la metratura e con le aspettative del target. Creare una stanza in più genera valore quando permette di intercettare una domanda più ampia senza compromettere la qualità degli altri ambienti; se per ottenere quel risultato bisogna sacrificare eccessivamente la zona giorno o creare camere difficili da arredare, il vantaggio teorico può scomparire rapidamente.

Il prezzo finale conta quanto il valore al metro quadrato

Uno degli errori più comuni nelle valutazioni consiste nell’applicare semplicemente il prezzo medio al metro quadrato alla superficie dell’immobile. Il calcolo può essere corretto dal punto di vista matematico e completamente sbagliato dal punto di vista commerciale. Ogni zona possiede infatti determinate fasce di budget e, superata una certa soglia di prezzo complessivo, il potenziale acquirente può iniziare a confrontare immobili molto diversi. Un appartamento particolarmente grande può raggiungere, applicando le quotazioni medie della zona, un prezzo che permette al compratore di considerare quartieri migliori, edifici più prestigiosi o proprietà dotate di terrazzo, box e servizi aggiuntivi. Per questo i comparabili devono essere analizzati non soltanto in termini di prezzo al metro quadrato, ma anche considerando il prezzo assoluto e ciò che il mercato offre nella stessa fascia di spesa.

Anche il condominio farà parte della futura vendita

Una ristrutturazione impeccabile non cancella ciò che si trova oltre la porta dell’appartamento. Androne, scale, ascensore, facciata, cortile e stato generale dell’edificio contribuiscono alla percezione del valore ancora prima che il potenziale acquirente entri in casa. A questi elementi si aggiungono le spese condominiali, eventuali lavori straordinari deliberati o prevedibili e le condizioni degli impianti comuni. Creare un appartamento di livello molto elevato all’interno di un edificio fortemente trascurato può generare una distanza difficile da sostenere tra il prezzo richiesto e la percezione complessiva del prodotto. Il condominio non deve necessariamente essere prestigioso, ma deve essere compatibile con il posizionamento che si vuole attribuire all’immobile dopo la ristrutturazione.

Alcuni difetti incidono soprattutto sulla liquidità

Esiste una differenza importante tra un elemento che riduce il prezzo e uno che riduce direttamente il numero dei potenziali acquirenti. Un quarto piano senza ascensore, per esempio, non rappresenta semplicemente una caratteristica alla quale attribuire una percentuale di sconto. Per una parte del mercato può essere un motivo sufficiente per non prendere nemmeno in considerazione l’immobile. Lo stesso può accadere con una forte rumorosità, una casa particolarmente buia, l’assenza di parcheggio in una zona dove l’automobile è indispensabile o barriere architettoniche difficili da superare. Questi elementi incidono sulla liquidità, cioè sulla capacità dell’immobile di trovare un compratore in tempi ragionevoli. E nel flipping il tempo ha un costo: interessi, spese condominiali, utenze, imposte e capitale immobilizzato continuano ad accumularsi finché l’operazione non viene chiusa.

Il mercato deve essere osservato con gli occhi del futuro compratore

Prima di acquistare può essere utile effettuare sui portali immobiliari esattamente la ricerca che farà il potenziale cliente quando l’immobile sarà pronto. Non serve soltanto a conoscere i prezzi. Permette di capire quanta concorrenza esiste, quali caratteristiche sono più diffuse, quali invece risultano rare e quale salto di prezzo separa le diverse tipologie. Se in una determinata zona sono disponibili decine di trilocali ristrutturati molto simili, realizzarne un altro significa entrare in un mercato nel quale il prezzo potrebbe diventare il principale elemento di confronto. Se invece emerge una domanda per appartamenti con tre camere, due bagni o spazi esterni e l’offerta è limitata, riuscire a creare quella configurazione può produrre un vantaggio molto più concreto. La valorizzazione più efficace nasce spesso dall’individuazione di ciò che manca sul mercato, non dall’imitazione di ciò che è già presente in abbondanza.

Una ristrutturazione troppo costosa può rendere più difficile recuperare il capitale investito

Anche un eccesso di qualità può diventare economicamente inefficiente. Materiali molto costosi, arredi su misura, impianti particolarmente sofisticati e finiture appartenenti a una fascia superiore non producono automaticamente un incremento equivalente del prezzo finale. Ogni mercato possiede una soglia oltre la quale l’acquirente tende a non riconoscere completamente l’investimento aggiuntivo. L’obiettivo non dovrebbe quindi essere realizzare l’appartamento più costoso della zona, ma quello con il miglior equilibrio tra qualità percepita, funzionalità e prezzo. Una progettazione intelligente e una scelta coerente dei materiali possono generare più valore di finiture estremamente costose inserite in un contesto che non permette di recuperare l’investimento.

Le obiezioni del futuro acquirente vanno immaginate prima dell’acquisto

Un esercizio semplice ma molto utile consiste nel visitare l’immobile cercando deliberatamente le ragioni per cui, una volta ristrutturato, qualcuno potrebbe decidere di non comprarlo. “Bello, però è buio.” “Bello, però siamo al quarto piano senza ascensore.” “Bello, però a questo prezzo trovo una casa con una camera in più.” “Bello, però non ho dove parcheggiare.” È proprio quel “però” che merita attenzione. Se l’obiezione può essere eliminata attraverso il progetto, può trasformarsi in un’opportunità di valorizzazione. Se resterà esattamente la stessa anche dopo aver investito decine di migliaia di euro nei lavori, deve essere considerata prima di stabilire il prezzo massimo di acquisto.

Il margine deve funzionare anche quando lo scenario non è perfetto

Un’operazione solida non dovrebbe produrre un risultato interessante soltanto ipotizzando di acquistare al prezzo minimo, completare il cantiere senza imprevisti e rivendere rapidamente al valore massimo registrato nella zona. Il mercato può rallentare, i lavori possono costare più del previsto e l’acquirente finale può negoziare. Il margine iniziale serve anche ad assorbire queste variabili. Quando pochi punti percentuali di riduzione del prezzo di vendita sono sufficienti ad azzerare il profitto, il problema non è necessariamente l’immobile: è la fragilità dell’operazione costruita intorno a esso.

La facilità di rivendita deve entrare nella valutazione fin dal primo giorno

Gli immobili più interessanti per un’operazione di valorizzazione non sono necessariamente quelli più economici né quelli che promettono la trasformazione più spettacolare. Sono quelli nei quali esiste una distanza concreta tra il valore attuale e quello ottenibile attraverso interventi mirati, mantenendo contemporaneamente una platea sufficientemente ampia di futuri acquirenti. Comprare pensando già alla rivendita cambia completamente il modo di osservare una proprietà: il difetto diventa interessante se può essere corretto, la metratura viene letta in funzione del target, il prezzo viene confrontato con il budget reale della domanda e ogni scelta progettuale viene valutata per la sua capacità di produrre valore riconoscibile dal mercato. Nel flipping immobiliare il risultato non si misura quando termina il cantiere e l’appartamento è finalmente perfetto nelle fotografie. Si misura quando quella qualità incontra un compratore disposto a riconoscerla nel prezzo.

Ademas Flipping Immobiliare

Acquistiamo immobili da ristrutturare e sviluppiamo operazioni immobiliari ad alto potenziale. Se hai una proprietà da proporre o vuoi valutare un investimento, scrivici.

Mettiti in contatto

Reset password

Inserisci il tuo indirizzo email e ti invieremo un link per cambiare la tua password.

Inizia con il tuo account

per salvare le tue case preferite e altro ancora

Iscriviti con e-mail

Inizia con il tuo account

per salvare le tue case preferite e altro ancora

By clicking the «ISCRIZIONE» button you agree to the Termini di utilizzo and Politica sulla riservatezza
Powered by Estatik